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A pesca di ricordi nel Tamigi

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Terminato il liceo, le amiche Diana ed Eleonora dovrebbero partire insieme per una vacanza studio a Londra, ma un problema familiare trattiene Eleonora a casa. Diana parte da sola e senza Eleonora si annoia, non riesce ad inserirsi nella comitiva. Inoltre vede solo gli aspetti più inquietanti di Londra e ha una brutta esperienza con la famiglia ospitante, perciò torna a casa prima del previsto e scopre che Eleonora è misteriosamente scomparsa.

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Il cellulare di Diana emise il segnale di sms in entrata. Il messaggio aveva come mittente Eleonora. Diana lo lesse e pensò che avrebbe preferito non leggerlo: Non vengo a Londra perché stanotte mia nonna è entrata in ospedale. Tu vai lo stesso e divertiti anche per me. Ciao e a presto.
Diana sentì che gli occhi e il naso le pizzicavano. Lacrime in arrivo. Porca miseria, come faccio senza Eleonora?, pensò. Lei è spigliata ed estroversa, io sono timida e imbranata. Se non c’è lei non mi diverto, lei mi può essere di appoggio, mi può aiutare a fare nuove amicizie. Io non sono come lei, ho bisogno di lei perché lei ha quello che a me manca. Aiuto, so già che senza Eleonora mi annoierò a morte. Sì, parto lo stesso, ma chissà che noia, che desolazione.
Diana ed Eleonora dovevano partire per una vacanza studio, che era una sorta di premio per il superamento a pieni voti degli esami di maturità. Erano già andate tre anni prima, con tutta la classe, per iniziativa dell’insegnante, ma allora era stato tutto diverso, proprio perché la classe era al completo. Allora si erano recate in Austria, nella tranquilla Salisburgo, per un corso di tedesco; l’insegnante di inglese aveva due bambini piccoli e perciò era vincolata dalla famiglia, mentre l’insegnante di tedesco aveva un figlio grande, perciò era più libera della collega ed era stata lei a portare gli studenti all’estero. Questa volta sarebbe stato tutto diverso, innanzitutto perché andavano nella grande e scintillante Londra, e poi perché sarebbero state solo loro due, avrebbero dovuto stringere nuove amicizie sul posto. Per Eleonora stringere nuove amicizie era facile, Diana invece aveva delle difficoltà. Perciò Diana aveva bisogno di avere l’amica accanto per sentirsi a proprio agio.
Diana sollevò lo sguardo dal telefono e si accorse che sua madre la guardava con un’espressione fra il tenero e il preoccupato.
– Qualcosa non va, tesoro?
– Eleonora non viene, devo partire da sola. Mi ha mandato un sms, mi ha detto che sua nonna è in ospedale.
– Speriamo che si rimetta presto. Allora tu sei preoccupata perché devi partire da sola?
– Sì, mamma, lo sai come sono io. Non mi sento a mio agio nei posti dove non conosco nessuno. Eleonora è il mio braccio destro, la mia coperta di Linus. Quando sono con lei mi sento sicura e protetta, quando lei è lontana mi sento persa.
– Vuoi restare a casa anche tu?
– Scherzi? Con tutti i soldi che tu e papà avete tirato fuori? No, parto lo stesso. Desidero troppo fare questo viaggio. I genitori di Eleonora magari riusciranno a farsi rimborsare, ma voi no.
– Va bene, figliola. Posso solo dirti buona fortuna. A che ora devi essere all’aeroporto?
– A mezzogiorno.
All’aeroporto Diana pensò di cominciare a fare conoscenza con i compagni di viaggio, ma non sapeva cosa dire, si sentiva ridicola, riusciva solo a balbettare e ad arrossire. Eleonora era sempre calma e sempre sorridente, e per questo motivo in molti la consideravano falsa e non la stimavano; Diana invece invidiava quella calma e quei sorrisi e avrebbe voluto essere uguale all’amica, era convinta che Eleonora fosse calma e sorridente per natura.
Finalmente l’aereo decollò. Era la prima volta che Diana volava, e non si sentiva a suo agio. Aveva un posto accanto al finestrino, ma evitò di guardare fuori, ripensò invece a come era nata la sua amicizia con Eleonora.

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Spedizione prevista per Agosto 2021

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