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Angelina

10,00

(7 recensioni dei clienti)

In un paesino del Sud Italia, nella Sicilia di fine ‘800 vive Angelina con la famiglia e i fratelli. È una bambina felice e spensierata, ama passare il tempo in riva al mare con la madre. Ma la gioia dura ben poco, fin quando una malattia si porta via l’amata madre lasciando la famiglia e il padre nella disperazione. Angelina è ancora troppo piccola per comprendere appieno tutto il dolore. Passano gli anni e la famiglia si trasferisce in un’altra casa, lontani dai vecchi ricordi. Angelina è ormai signorina e qui inizia una nuova vita. Pian piano si scopre donna, apprezza sempre più la lettura grazie anche all’amato fratello che ormai lontano continua a donarle amore oltre ai vestiti e ai libri che ahimè la sorella bigotta non tollera e distrugge senza ritegno. Angelina è ormai una donna bella e intelligente e la vita semplice del padre non la soddisfa a dovere, più simile alla madre ricerca sempre la via della passione e dell’intelletto. Anche l’amore ben presto fa capolino nella bella Angelina che si perde negli occhi verdi di Camillo.

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Descrizione

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Anteprima non editata

La nonna era vecchissima e sempre uguale. Sembrava ferma nel tempo, come una carta da parati che ingiallisce e scolorisce ma che resta incollata alla parete. Così era rimasta abbracciata alla vita, forse dimenticata da quel Padre Eterno che non la chiamava a sé, e che lei per abitudine pregava sonnecchiando davanti al braciere sempre acceso. Piccola e minuta, con le mani incrociate sul ventre ben protetto dal gonnellone di seta nera pieghettato, osservava il suo piccolo mondo e biascicava orazioni e preghiere. Aveva una testa ricca di capelli bianchi e grigi che teneva raccolti in crocchia sulla nuca. La fronte un poco aggrottata, si apriva su un viso scontento, segnato da poche rughe profonde, che le scendevano dall’attaccatura delle narici perdendosi sopra e sotto la fessura delle labbra come una ragnatela. Erano solchi interminabili su un volto così minuto. Il naso sembrava allungato perché lei non aveva più denti e la sua bocca era un piccolo buco nero.
Nei momenti di buon umore raccontava ridendo a crepapelle che gli ultimi denti glieli avevano strappati legandoli con lo spago suo genero Pippo e un certo Alfio marinaio, che lei amava come un figlio, che girava per casa durante l’ultima Guerra Mondiale. La vecchia soffriva di mal di denti, i due giovanotti che le volevano bene e la vezzeggiavano, a modo loro l'avevano aiutata. Uno dei due la teneva seduta sulle ginocchia mentre l'altro chiamandola "nannitta"(nonnina) le raccontava storielle, accennava passi di danza, la distraeva e le faceva aprire la bocca. Tra una risata e l'altra le strappava gli ultimi denti gialli e malconci che la facevano soffrire e che uscendo volando dalla bocca le portavano via i residui di una giovinezza infelice ma di radiosa bellezza.
Questo piccolo uccellino nero, non più alto di un metro e cinquanta, aveva gli occhi infossati sotto alle arcate sopraccigliari profonde come due grotte. Due piccolissimi specchi d'acqua celesti incassati nel vuoto della vita e nella ricchezza della memoria.
Occhi incredibilmente chiari, a volte buoni, a volte indifferenti, a volte superbi, a volte alteri spesso carichi d'odio. Disprezzava implacabilmente la sua famiglia se contrariata. Era sempre inquieta e instabile, insoddisfatta e infelice. Nonostante l'apparente calma, il suo corsetto pulsava come un mantice, non era il respiro lieve e regolare del petto che si abbassava e si alzava ritmicamente, ma il picchiettare del piede destro sul pavimento. Dall'orlo della sottana spuntava una pantofola di feltro grigio che nervosamente batteva un ritmo inesistente, snervante e annoiato.
La nipote che studiava seduta di fronte a lei sentiva questo ticchettio costante come il rodere di un tarlo, e quando cessava, la ragazza staccava gli occhi dai libri e spaventata si diceva: "E' morta!…". La guardava e la osservava mentre lei con il mento aguzzo da vecchia befana sognava, russava e sbuffava dormendo in un sonno agitato e confuso privo di tranquillità.

Nella sua vecchia memoria il vento soffiava e dalla brezza salmastra del mare azzurro e infinito come in un sospiro un nome vagava: Angela… Angiolina… per sua madre e in seguito per tutti… Angelina.

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Spedizione prevista per Settembre 2021

7 recensioni per Angelina

  1. Gianluigi Garbellini

    Angelina è figura reale, non creatura di fantasia: una donna dal fisico fragile, ma solo in apparenza, di forte tempra, decisa, tenace, volitiva e resistente ai cambiamenti della sua lunga vita. Lasciata la natia Sicilia orientale inondata di sole e di mare, un inquieto mare azzurro onnipresente, nonna Angelina, la protagonista assoluta di tutta la narrazione, chiude i suoi anni a Genova la grande città portuale del nord, portando con sé i ricordi di una complessa e non facile esistenza. Ed è qui, lontana dalle origini e ormai “vecchia nonna”, che si acuisce in lei il ricordo e parla della sua vita alla nipote che, attenta, la sa ascoltare. Nasce in tal modo il libro presente che l’autrice propone in un realistico affresco di avvenimenti, di descrizioni e di emozioni non senza l’accenno alle ancestrali contraddizioni di una terra vivace e bellissima quale la Sicilia, aspetti che trovano riscontro nella stessa straordinaria personalità e nel comportamento di Angelina. Il racconto non è una comune biografia, ma un’affascinante storia narrata con freschezza e tocchi di brio in un linguaggio ricco di immagini, di metafore, accompagnato da una singolare scelta di verbi e di aggettivi che, lungi dall’appesantire il discorso, lo rendono piacevolmente personale, spedito e sorprendente.
    Gianluigi Garbellini
    Storico. Tirano (SO)

  2. Elena Marcella Sichel

    Erminia Tropea con un linguaggio 8/9centesco dipinge questa figura di donna siciliana intensa e vitale che attraversa 100 di storia della Sicilia, d’Italia, della condizione femminile. Tutti documentati gli avvenimenti storici, sensibile la definizione dei personaggi e dei loro stati d’animo. Una narrazione che può suscitare l’emozione per le vicende dei personaggi, ma anche l’interesse per gli episodi storici e lo stupore per la descrizione del paesaggio. Angiolina è un personaggio forte e determinata, non una vittima. Elena Marcella Sichel insegnante di storia dell’arte e critica. Genova (GE)

  3. Solidali Insieme, Foglio del Centro Socio Culturale Italiano di San Gallo per la Svizzera Orientale ed il Liechtenstein

    E` stato pubblicato dalla casa editrice Writers Editor l’ultimo romanzo del- la nostra redattrice e collaboratrice Ermi- nia Tropea Mayer. Il titolo è già un invito alla lettura. come fosse una delle tante storie che l’autrice pubblica, di tanto in tanto anche
    nel nostro quindicinale. E’ la storia di Angelina, una figlia della Terra di Sicilia: vorrebbe affrontare la vita liberamente. Avverte i malesseri del nuovo secolo il 1900. Bellissima,dal carattere lunatico passa dal pianto al riso, bugiarda, incostante, disprezza apertamente il fascismo e disprezza la guerra. Dopo la morte del marito si sente finalmente libera.
    Orfana di madre a 12 anni accudisce la famiglia. Abbandona la scuola, si accultura leggendo i libri della madre e quelli che il fratello Raffaele le regala.
    La storia si svolge in Sicilia tra Giarre e Acireale e si conclude a Genova con la sua morte. I fatti si svolgono dopo l ́Unità d ́Italia, le Guerre Mondiali, il trentennio fascista e il dopoguerra. Racconta di aver visto Gari-baldi, argomento che crea il nocciolo del racconto. Vive male tutta la vita perché circondata dall ́ignoranza familiare e del paese in generale. Fantasiosa, bugiarda, irascibile, attrice nata, dall’intelligenza curiosa e vivace, sfoga sulla famiglia la sua rabbia. La insulta in dialetto per poi passare ad un italiano perfetto per canzonarla.
    Il fratello Raffaele, da lei tanto amato, comprende i suoi malesseri esistenziali, ne riconosce la folgorante bellezza e con regali cerca di assecondarne la sfrenata vanità. Angelina si invaghisce di Camillo, diverso dagli uomini del paese per la sua avvenenza. Scappa con lui, costretta a sposarlo vive la vita tra odio e amore. Avrà 13 figli, dieci morti in fasce. Con la morte del marito vive a suo piacimento.
    Colta, preparata legge i giornali conosce i problemi della sua terra, contraria al regime fascista critica aspramente il duce e condanna la guerra. Nel 1948 è una delle prime donne che va a votare nel seggio di Santa Maria Della Scala. Con i suoi racconti veri, inventati e melodrammatici mescola avvenimenti storici che crede di aver veramente vissuto .

  4. Luciana Ghelli

    Le parole scivolano e si rincorrono come su un filo prezioso e sottile, come un bozzolo di seta che impercettibilmente si dipana.
    Cosi’ entriamo nella narrazione e vediamo disegnarsi i personaggi
    Entriamo subito in intimità con loro perché la scrittura, pur attraverso immagini materiche di concretezza, ci dice il loro mondo interiore.
    Così di loro noi “sappiamo” come si può “sapere” di qualcuno che gode della nostra confidenza.
    Anche la descrizione dei luoghi si anima di una propria vita, come potrebbe leggerla il pensiero di un bambino.
    Il gioco del testo è tessuto su periodi lunghi, con poca punteggiatura, che conferisce alla lettura un ritmo molto particolare, dove il tempo si prolunga e si rallenta nella descrizione di ogni singolo momento.
    Cosi’ l’attenzione indugia e il racconto accoglie e abbraccia il lettore.
    Una cifra di stile che merita attenzione e interesse.

  5. Dr.med.vet. Filippo Bentivoglio

    Recensione per Angelina
    ★ ★ ★ ★ ★

  6. Eleonora Rothenberger Barbaro

    Angelina, una donna come non se ne trovano tante.
    Sul libro dal titolo omonimo di Ermina Mayer Tropea, appena edito per Writers Editor
    Un quadro d’insieme molto delicato ed intricante di una donna siciliana si evince dalle pagine di ‘Angelina’ di Erminia Mayer Tropea. Al lettore verrebbe voglia già dalle prime righe che la tratteggiano, tanta la forza narrativa della scrittrice, di conoscere la protagonista del libro se fosse ancora viva. La trama si dipana cronologicamente attraverso il personaggio centrale, Angelina appunto che, dopo la morte della madre, ancora bambina, deve farsi carico dell’economia domestica, del padre e dei fratelli. Questa meravigliosa figura femminile presto scopre autonomamente quanto siano importanti per lei la lettura e la scrittura e in generale l’educazione culturale. La si vede ben presto leggere, quasi ‘rubare’ libri dove può, interpretare teatralmente storie lette, incantare la sorella più piccola con le sue storie. Fiera di questa sua ‘culturizzazione’ sovrasta tutti con il suo carattere indomabile e passionale. Non è compresa totalmente né dal padre, né dal marito più tardi. Solo un fratello emigrato sarà a vita il suo ‘corrispondente’, e in tutti i sensi, forse l’unico ad averla compresa totalmente, perché il primo che ‘vede a distanza’.
    Il contesto è quello della Sicilia di fine Ottocento che viene descritto dall’autrice con forza descrittiva quasi pittorica nei dettagli di abiti, ambienti e volti dei personaggi, con usi e costumi dei diversi strati sociali. La storia d’Italia è quella raccontata attraverso la memoria un po’ fasulla, un po’ frammista di racconti altrui, come nell’episodio del passaggio di Garibaldi. Angelina è solita far compagnia alla nipote ammalata – l’io narrante del libro – raccontandole storie. Le racconta l’evento sull’eroe nazionale come un fatto vissuto in prima persona. In realtà era stato il marito che per conquistarla le aveva ‘descritto’ quella scena, ma era un falso per età anagrafica. Chi invece c’era, era stato il padre di lui. Il fascino della narrazione per la nipote e per il lettore sta In questa ‘staffetta di racconti’, nella cultura dell’oralità, fatta di ingigantimento, di storie di pupi e di prostitute, di futine, di matrimoni riparatori o combinati, di verità e falsità insieme. Quando ammalata ascolta i racconti della nonna che le fa compagnia, la nipote è incuriosita dalle frasi in ‘siculo’, dalla saggezza popolare, dai buoni consigli, dai commenti alla maniera dei ‘masculi’ siciliani, con diversi e intricanti cambi di prospettiva. La lingua ‘barbara’ per una bimba cresciuta a Genova dà forza e concretezza alla narrazione, sempre in bilico tra mito e realtà.
    La presa sul lettore è tuttavia dovuta soprattutto alla fortezza di questo personaggio femminile. Nonostante tante avversità e la perdita da piccoli di dieci dei suoi tredici figli non si è mai scoraggiata. Dei tre figli rimasti – tra cui Erminia, Armando e Sara – solo Armando si rivelerà quello più attratto dal fascino della madre, nonché quello che la porterà in tarda età con sé a Genova, dove, questa donna d’altri tempi, capace di attraversare indenne due guerre mondiali e quasi un secolo, proprio grazie alla sua immaginazione e al suo essere un po’ fuori dagli schemi, morirà all’età di 97 anni.
    Con questo romanzo Ermina Mayer Tropea traccia nero su bianco una bella storia, ma soprattutto lascia il segno che quella forza di Angelina non è stata vana e si è tramandata geneticamente, volente o nolente, alla generazione successiva.

    Eleonora Rothenberger Barbaro
    Presidente del Comitato di San Gallo della Società Dante Alighieri

  7. Michele Schiavone

    Angelina è una donna che ha attraversato la storia d’Italia dalla sua costituzione fino a gran parte del secolo breve. La figura femminile della protagonista si racconta rappresentando i costumi, le tradizioni, i profondi cambiamenti sociali e l’evoluzione culturale del nostro paese a cavallo di due secoli. La narratrice descrive minuziosamente i cambiamenti intercorsi nella provincia e nelle grandi città dal Regno d’Italia alla Repubblica, fotografando con copiosi aggettivi e termini scelti, precisi e chiari le trasformazioni di una famiglia popolare e modesta, che riflettono umori, stati d’animo, diversità caratteriali dei suoi componenti; ristrettezze spesso superate con l’impegno di un padre dal carattere forte, poco presente ma rassicurante. Le rappresentazioni espresse dalla protagonista hanno interessato le differenze intergenerazionali, le diversità di genere susseguitesi nel nostro paese e in particolare nella società siciliana, più volte rappresentata nella narrazione da espressioni dialettali tradizionali, nelle usanze e nei costumi usati per definire meglio concetti e realtà uniche, che accostano la prosa dell’autrice a linguaggi e narrazioni riscontrabili nelle opere del Verga, Pirandello, Sciascia e per ultimo Camilleri. La Sicilia è terra di antiche culture e tradizioni, di riti e modi di vivere ripresi e presentati per puntellare alcune incrostazioni, che stanno a giustificare e descrivere la storia millenaria di un popolo, forgiata dalle influenze culturali legate alla contaminazione e ai rapporti dell’isola con le civiltà del mediterraneo.

    Angelina vuole essere l’antesignana delle donne moderne quando, in un mondo arcaico nel quale i ruoli erano precostituiti, rigidi e irrimediabilmente assegnati dalla reputazione familiare e dalla condizione sociale che inibiva anche i sogni; essere irrequieta, ambiziosa ma soprattutto esprimere un carattere forte e uno spirito libero diventava fattore di marginalizzazione, che portava a inficiare la reputazione e segnava il destino delle persone, soprattutto quello a chi la natura all’epoca aveva assegnato il ruolo per indossare le gonne.

    Il carattere forte e determinato di questa straordinaria e bella figura femminile scompone gli stereotipi, mette spesso in discussione gli equilibri costituiti dettati dalla storia, che ha scandito i tempi della vita e della morte, della povertà e della ricchezza, della fortuna e della fatalità che questa eroina con il suo fare anticipa precocemente. Angelina è rivoluzionaria. In un mondo
    nel quale la scolarizzazione era preclusa ai meno abbienti, lei non solo impara a leggere e a scrivere ma è avida del sapere perché vuol conoscere per informarsi sulle storie del mondo, anche perché se fosse nata uomo avrebbe sicuramente seguito le orme del fratello, orafo e pigmalione.

    L’autrice mette in risalto la profonda trasformazione del nostro paese, non solo le diversità esistenti con l’unificazione dell’Italia tra le aree geografiche che ancora persistono, tra un nord progredito rappresentato da un’aristocrazia illuminata e rivolta alla mitteleuropa e un meridione, compresa la Sicilia di Angelina, paese prettamente agricolo impregnato da inossidabili strutture sociali tardo medioevali abbattute solo con l’abolizione del latifondismo e della riforma agraria, intervenute con l’istituzione della Repubblica e in parte con la mobilità interna e internazionale dei propri cittadini, che in questo lungo lasso di tempo hanno popolato il mondo.

    In questa stratificazione delle risorse umane si annidano l’energia e il sapere tramandato da Angelina a suoi posteri, il suo impegno sociale che ha portato alle lotte del ’68 per la liberazione della donna, al superamento del delitto d’onore e all’uguaglianza di genere avvenuta con la partecipazione femminile alle elezioni del 1946, trovano spazio nella fluida penna dell’autrice, pedagoga e docente versatile, che ci fa riscoprire la quintessenza dei valori, della libertà individuale e collettiva e la forza caratterizzante dei caratteri indomiti, senza i quali le società spesso sono lasciate al loro destino.
    Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – Segretario generale

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